2. Il Sapere: Leggere la ricetta senza mai assaggiare il dolce
Il Sapere è tutto ciò che raccogliamo dall'esterno. È quello che impariamo leggendo i libri, ascoltando i podcast o frequentando i seminari. È una sorta di "collezione" di informazioni che mettiamo nella nostra testa.
In chiave esoterica, potremmo definirlo così: è come avere la mappa di un tesoro, ma restare seduti in poltrona senza mai mettersi in cammino.
La trappola del "So tutto io"
Il grande problema del Sapere è che ci fa sentire "arrivati". Quando impariamo a memoria il significato di un simbolo o la storia di un grande mistico, la nostra mente si sente soddisfatta. L'ego si gonfia e ci sussurra: "Guarda quante cose sai, sei molto più avanti degli altri".
Ma nel mondo dello spirito, accumulare nozioni non significa cambiare se stessi. Puoi studiare per anni come si medita, conoscere tutte le tecniche di respirazione del mondo, ma se non ti siedi mai in silenzio, quel sapere è solo rumore mentale.
La differenza tra lo spartito e la musica
Immagina di voler imparare cos'è l'amore. Puoi leggere tutti i romanzi del mondo, studiare la chimica del cervello o la psicologia dei sentimenti. Quello è il Sapere. Ma tutto questo non vale nulla rispetto al momento in cui ti innamori per la prima volta.
In quel momento, il "sapere" svanisce per lasciare spazio a qualcosa di vivo.
Il Sapere è lo spartito musicale: nero su bianco, freddo, logico.
Il Sapere è una bacheca piena di foto di posti bellissimi dove non sei mai stato.
A cosa serve il Sapere?
Non dobbiamo però pensare che il Sapere sia inutile. Al contrario! È fondamentale, ma va usato per quello che è: uno strumento. Il Sapere è come la legna per il camino. È necessario raccoglierla, tagliarla e sistemarla bene. Ma se non accendi il fuoco, quella legna resterà solo un mucchio di rami secchi e la tua stanza rimarrà al gelo.
Molti ricercatori spirituali oggi sono "collezionisti di legna": hanno cantine piene di libri e concetti, ma le loro vite non emanano calore perché non hanno mai acceso la scintilla.
In sintesi: Il Sapere è utile per orientarsi, ma è un'esperienza che avviene tutta "fuori" di noi. È la teoria prima della pratica, la bussola prima del viaggio.
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